
BIBLIOTECA DEL CIRCOLO
Libri, fascicoli, video e materiali vari
| Ennio Odino: LA MIA CORSA
A TAPPE (Nº 63783 a Mauthausen). Associazione Memoria della Benedicta - Le Mani, Genova 2008 |
Nella notte tra il 5 e il 6
aprile 1944 nazisti e fascisti iniziarono un imponente rastrellamento
contro le bande partigiane dislocate nelle casine delle Capanne di
Marcarolo, sull'Appennino al confine tra le province di Alessandria e
Genova, presso l'antico monastero della Benedicta oggi al centro di un
grande progetto di valorizzazione. Di quel drammatico episodio sono qui raccolte le memorie di un sopravvissuto alla fucilazione e poi al campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, con il successivo ritorno a casa e il reinserimento, fino a ricoprire il ruolo di alto funzionario delle Istituzioni europee a Bruxelles. Una testimonianza personale su una delle pagine più tragiche della Resistenza italiana. |
| PER UNA EUROPA METICCIA.
Le nostre proposte e le ipocrisie dell'UE sull'immigrazione / TOWARDS A EUROPE OF MIXED IDENTIES. Our
proposals to counter EU hypocrisies on immigration. GUE/NGL, Bruxelles 2008 |
Una pubblicazione GUE / NGL. |
| Muruchi Poma: EVO
MORALES. De cocalero a presidente de Bolivia. Flor del Viento, Barcelona 2008 |
La elección, a comienzos de 2006,
de Evo Morales como primer presidente indígena de Bolivia
provocó una gran euforia entre la población
autóctona del país sudamericano. Esperan una mayor
participación en la vida política y económica.
Morales se ve a sí mismo como facilitador de una nueva Bolivia
formada por etnias muy distintas. Habiendo sido él mismo
cultivador de coca, opta, entre otras cosas, por el cultivo controlado
de la coca sin, como insiste, dejar de tener en cuenta el acuerdo
internacional de luchar contra la droga. Morales causa
preocupación con su nacionalización parcial del sector
energético. ¿Se comprometerá con una Bolivia
tantas veces dividida politicamente? ¿Se conseguirá
salvar el abismo entre pobres y ricos, entre las poblaciones
indígenas y los descendientes de los conquistadores
españoles? ¿Qué vivencias y experiencias lo han
marcado? ¿Qué papel desempeña su origen
indígena en cuanto a la política de su gobierno?
¿Qué objetivos persigue en política exterior? Una
biografía emotiva y única acerca de un político
carismático de la nueva generación, así como un
magnífico libro sobre Bolivia y sus gentes. |
| VENTID'OTTOBRE - C'ERO
ANCH'IO. Liberazione - Il Manifesto - Carta, Roma 2007 |
Il DVD della grande manifestazione
nazionale unitaria della Sinistra a Roma il 20 ottobre 2007. |
| Marco Rizzo:
PERCHÉ ANCORA COMUNISTI. Le ragioni di una scelta. Baldini Castoldi Dalai, Milano 2007 |
Comunista? Ancora questa
parola? Oggi, dopo la scomparsa dell'Unione Sovietica e la caduta del
muro di Berlino, com'è possibile farne il punto di riferimento
per la
propria azione politica? In queste pagine Marco Rizzo, anche con
racconti personali e inediti su alcuni episodi della storia italiana,
compie una riflessione sulla ricerca di una via per il superamento del
capitalismo. La storia dei comunisti è una storia breve, iniziata il secolo scorso. In alcuni momenti non furono molti, anzi a volte, come durante il fascismo, essi furono molto pochi, ma seppero trovare la forza di combattere e di non fermarsi. Essere comunisti oggi significa battersi per la giustizia sociale, per un avvenire di pace, ma soprattutto non essere divorati dall'ambizione e dall’arrivismo, i due ingredienti più gettonati nell'agone politico odierno. Il comunismo può aver sbagliato, ma non è sbagliato! È quindi necessario riaprire la questione comunista per ricostruire un punto di vista comune su alcuni temi fondamentali. Questo libro vuole essere un contributo per tessere un filo rosso, ma anche per innescare una vera politica di cambiamento al fine di creare un rinnovato conflitto di classe nel nostro Paese. "Più forti sono i comunisti, più forte sarà la sinistra perché, come dimostrano la storia e la realtà americana e inglese, dove non ci sono più i comunisti non esiste la sinistra. L'unità a sinistra può essere utile, ma se il prezzo da pagare fosse la scomparsa di chi è più conseguentemente anticapitalista, cioè dei comunisti, non si sarebbe più nell’ambito dell'unità, bensì alla vittoria strategica della parte storicamente più moderata, e anch'essa perdente, del movimento operaio, quella socialdemocratica. Siamo di sinistra, ma siamo anche qualcosa di più, siamo comunisti! Vogliamo ancora cambiare il mondo!" |
| Ignacio Ramonet: FIDEL
CASTRO. Biografía a dos voces. Debate, Barcelona 2007 |
Verano de 2006. Fidel Castro
declara haber sufrido "una crisis intestinal aguda con sangramiento
sostenido" que le obligó a hacer frente a una complicada
intervención quirúrgica. Los rumores sobre su salud
corren por las redacciones y los círculos políticos.
Meses después reaparece leyendo con un bolígrafo en la
mano. Corrige y amplía este libro, su memoria oral. El resultado
- más de 100 páginas nuevas con revelaciones
inéditas sobre su infancia, su familia y la historia de la isla,
las relaciones con el Che, Hugo Chávez y Evo Morales, la
política internacional y el futuro del socialismo cubano -
completa, de forma definitiva, el exhaustivo trabajo de
investigación y entrevistas de Ignacio Ramonet. ¿Cómo eran sus padres? ¿Dónde y cuándo se forjó el rebelde? ¿Estuvo el mundo al borde de una guerra nuclear durante la llamada "Crisis de los misiles"? ¿Qué impresión le causó el papa Juan Pablo II cuando visitó la isla en 1998? ¿Por qué critica tanto a Felipe González y a José María Aznar mientras alaba la figura del rey Juan Carlos? ¿Qué piensa de la globalización neoliberal, de la guerra de Irak y del presidente Bush? ¿Por qué las autoridades cubanas arrestaron a unos setenta opositores no violentos en marzo de 2003 y aplicaron, ese mismo año, la pena de muerte a los secuestradores de una lancha? ¿Existe corrupción en el régimen? ¿Qué ocurrirá después de Fidel Castro? El amplio cuestionario de Ignacio Ramonet es al tiempo un recorrido por la controvertida figura de Fidel Castro y un relato apasionante sobre el pasado, el presente y el porvenir de la Revolución. |
| Egidio Ortu:
L'EMIGRAZIONE FEMMINILE NEL MONDO. Antica Legatoria, Cagliari 2007 |
A cura del Centro Studi Giuridici ed Economici Comunitari (C.E.E.). |
| CLIMATE CHANGE AND
DEVELOPMENT COUNTRIES - WHO PAYS THE PRICE? GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
A GUE/NGL file. Report of the hearing organised by the GUE/NGL - European Parliament, Brussels, 14 June 2007 |
| Vladimir Luxuria: CHI HA
PAURA DELLA MUCCASSASSINA? Il mio mondo in discoteca e viceversa. Bompiani, Milano 2007 |
"Ho sempre avuto una grande
attrazione per la paura, sono convinta che repulsione e attrazione non
siano mai stati due territori così distanti." Chi è Vladimir Luxuria? Chi è stata prima di essere parlamentare alla Camera dei Deputati? Dove ha iniziato le sue battaglie per l'uguaglianza, la libertà, il riconoscimento dei diritti? Dal palco di Muccassassina, festa evento e discoteca lesbo-gay-trans - come fosse una gigantesca lente di ingrandimento sul mondo - Vladimir Luxuria ci racconta il mondo sommerso eppure prorompente della diversità, della bellezza altra, di un mondo che ci è, comunque, prossimo. E da quel palco - come fosse, questa volta, uno specchio - Vladimir Luxuria si racconta come un raggio stroboscopico di vitalità, impegno civile, libertà. Sulla scia di Weekend postmoderno di Pier Vittorio Tondelli, Vladimir Luxuria descrive il dentro e il fuori della discoteca come "il palco usato per essere scalfito dai tacchi di una drag queen o per urlare il nostro animalismo, il nostro orgoglio, il nostro pacifismo". "A sedici anni ho alzato la testa, ho detto addio alla morte, ho deciso di reagire agli sguardi, alle accuse, alle risatine, alle gomitatine, alle botte: ho assunto l'ironia come mia arma pacifica. Così smisi di rasentare i muri nell'oscurità come fanno i topi e avanzai spedita vivendo la notte e cavalcando l'alba. Ho fatto del buio il mio regno. I lampioni delle auto che mi scontornano e stagliano dall'anonimato dei viali, l'occhio di bue che mi rende onirica visione sul palco di un teatro o quelle luci psichedeliche che sento puntate solo su di me nel delirio chimico di autostima sulla pista di una discoteca." |
| UN SOGNO LUNGO UNA
SPERANZA. I più bei filmati degli anni 70, di Sergio Spina. Liberazione, Roma 2007 |
Gli anni '70 videro il sogno
di un mondo diverso, più giusto, migliore affacciarsi alla
realtà fin quasi a conquistarla. Furono quegli anni spettatori
di una gigantesca rivoluzione, un movimento grandioso che prese in mano
direttamente tutti i temi della politica sconvolgendo gli schemi
tradizionali e portando alla luce le contraddizioni di una
società che non voleva accettare le profonde istanze di
cambiamento che venivano dalla gente: non solo in Italia, ma
soprattutto in Italia dove il movimento di massa autonomo,
politicamente forte, fu capace di imporre idee e modelli di
società tra i più avanzati che il Novecento abbia
conosciuto. |
| ROMPRE AVEC LE
NÉOLIBERALISME. Une alternative à la stratégie de
Lisbonne. GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
Dossier GUE/NGL. |
| LA COSA - un film di
Nanni Moretti / IL FARE POLITICA - un film di Hugues Le Paige. Libro: C'ERA UNA VOLTA IL PCI. Feltrinelli, Milano 2007 |
Un Moretti introvabile, un
film passionale e un libro per raccontare dov'è sparito il Pci e
cosa resta della sinistra. Due film provano a raccontare com'è andata. L'introvabile La Cosa di Nanni Moretti viaggia nell'Italia delle sezioni del Pci alla fine del 1989, all'indomani del crollo del Muro di Berlino. Il fare politica. Cronache della Toscana rossa di Hugues le Paige, salutato da molti come "il miglior film sulla sinistra in Italia", segue, dal 1982 al 2004, le passioni di una piccola sezione comunista in terra di Toscana rossa. Nel libro: le parole di Ingrao, Occhetto, Fassino, Bertinotti; Qualcuno era comunista di Giorgio Gaber; Storie di sezione di Leonardo Sciascia e Michele Serra; La svolta vista dall'estero di Marcelle Padovani; testi di Vincenzo Consolo, Maurizio Ciampa, Chiara Valentini; una cronologia descrittiva della storia del Pci. |
| AZIONE È USCIRE
DALLA SOLITUDINE. Un incontro con Luigi Pintor. Il Manifesto, Roma 2007 |
Regia di Stefano Grossi. |
| SANTÉ
REPRODUCTIVE
ET ÉDUCATION SEXUELLE. GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
Une publication GUE/NGL. Le Groupe GUE/NGL travaille pour une Europe qui lutte contre les discriminations selon le principe d'ègalité des chances et des droits pour tous. |
| Antonella Randazzo: LA
NUOVA DEMOCRAZIA. Illusioni di civiltà nell'era dell'egemonia
USA. Zambon, Verona 2007 |
Con la sconfitta del
nazifascismo abbiamo creduto di esserci liberati dai più
pericolosi criminali che la storia avesse conosciuto. Ma oggi, alla luce di nuovi documenti e di nuove testimonianze, possiamo sostenere che gli stessi crimini che venivano allora consumati in Europa vengono oggi perpetrati nel mondo intero, col pretesto di portare la libertà ai popoli. E proprio nel nome della libertà e della democrazia vengono oggi commessi innumerevoli crimini e genocidi. Il titolo La Nuova Democrazia, riprende la definizione che il dittatore Augusto Pinochet dette al nuovo regime cileno costruito sui cadaveri di migliaia di persone a seguito del colpo di stato contro il presidente eletto Salvador Allende. La "Nuova Democrazia" è il paradigma della democrazia senza popolo. Le "nuove democrazie" sono oggi molto numerose, ed altre sono in corso di attuazione o di progettazione. Il mondo di oggi non si è dunque per nulla liberato da coloro che si arrogano il diritto di commettere crimini, nel nome di un'ideologia che trova nel profitto e nel potere le proprie divinità. Questo libro tenta di far emergere le cause dei problemi più gravi che vessano l'umanità, ma non si limita a denunciare i crimini della potenza imperiale, esso individua anche i lati deboli di questo crudele gigante dai piedi d'argilla. Leggendo questo libro il lettore imparerà inoltre a conoscere fenomeni economici che le facoltà di economia si guardano bene dall'insegnare: il principale merito di quest'opera è quello di aver finalmente spiegato in termini comprensibili il geniale e perverso meccanismo attraverso il quale un pugno di finanzieri nordamericani tiene in ostaggio i cittadini USA e del resto del mondo facendo pagare ai popoli oppressi persino gli stessi costi della repressione di cui essi sono vittime. Lo sapevate che la famosa "Federal Reserve Bank" non è né federale né pubblica, bensì di proprietà privata del gruppo Rockfeller? |
| GOOD MORINING
NAIROBI.
Voci e testimonianze del World social forum 2007. Transform! Italia - XL Edizioni, Roma 2007 |
Che cosa ha rappresentato il VII Forum
sociale mondiale? Quale significato assume quando il territorio che lo
ospita è un continente che sperimenta quotidianamente i
più drammatici contrasti del nostro tempo? L'Africa è
marginale nel discorso pubblico, sostanzialmente socnosciuta nelle sue
articolazioni territoriali, sociali e politiche, evocatrice di fantasmi
o tutt'al più di sensi di colpa. Eppure a Nairobi un incontro
c'è stato: tra i movimenti globali e la società civile
africana, una società che ha invaso le strade di Nairobi, che ha
animato gli slums, che è stata protagonista nell'organizzazione
e nella realizzazione del Forum. Il libro è una preziosa
raccolta di percorsi nel Wsf 2007: un mosaico di incontri, migliaia di
incontri, di cui gli stessi partecipanti non hanno potuto avere la
visione, la percezione, il sapore e tanto meno il controllo. Una
metafora, questa, che ben rappresenta nei suoi principi il Forum
sociale mondiale: un sistema di coordinamento planetario aperto, a
rete, molteplice, orizzontale. Un mosaico di testimonianze, di temi, di
luoghi: l'acqua, il debito, l'ambiente, la cooperazione, gli Epa, la
salute, i diritti umani, i migranti. Innumerevoli attività si
sono susseguite nello stadio Kasarani e nelle baraccopoli degli slums e
in chiusura una maratona di 16 Km che ha attraversato Nairobi da una
periferia all'altra: un'esplosione di vita e di colori. |
| LIVRE VERT
SUR LA "MODERNISATION DU DROIT DU TRAVAIL". Un défi pour la
Gauche. GUE/NGL, Bruxelles 2007 |
Dossier GUE/NGL. Actes de l'audition organisée par le GUE/NGL - Parlement Européen, Strasbourg le 17 janvier 2007. |
| VUOI VEDERE CHE L'ITALIA
CAMBIA DAVVERO - IL DVD. Partito della Rifondazione Comunista /
Sinistra Europea, Roma 2006 |
Carovana(R) - Quella di
Rifondazione. In viaggio per l'Italia: dieci città, dieci piazze di musica, passione politica, inchiesta e videoproiezioni. www.vuoivedereche.it |
| Daniele
Rossini: L'ALTRA
MARCINELLE. Dalle grandi tragedie sul lavoro alla lunga catena di
vittime della silicosi. Patronato ACLI Belgio, Bruxelles 2006 |
Sono
tristemente noti i fatti della
tragedia di Marcinelle avvenuta nell'estate del 1956: l'8 agosto
trovarono la morte in condizioni atroci 262 minatori, tra cui 136
italiani. Sono meno noti, perché se ne parla meno, i drammi dei minatori colpiti dalla silicosi, morti anch'essi, ma silenziosamente, senza far rumore né scalpore. Sono drammi che si sono consumati non in un giorno o in una settimana ma nel corso di decenni, perché la silicosi è una malattia a lenta evoluzione che aggredisce subdolamente, lacera i polmoni, compromette irrimediabilmente la funzione cardiorespiratoria, porta ad una morte lenta, tra sofferenze terribili. Sono migliaia i minatori morti prematuramente a causa della silicosi. Si può dunque parlare di "un'altra Marcinelle", una Marcinelle diversa da quella dell'8 agosto 1956, ma non meno tragica, non meno terribile, un'altra Marcinelle con una lunghissima fila di caduti che non hanno ricevuto gli onori come i morti di quell'infausto 8 agosto 1956. Con questo libro le ACLI e il Patronato ACLI del Belgio vogliono appunto ricordare e rendere omaggio alle vittime silenziose dell'altra Marcinelle, accomunandole, nella ricorrenza del Cinquantenario di Marcinelle, a tutti coloro che sono morti tragicamente sui luoghi di lavoro. Ma vogliono anche ricordare le ingiustizie e le angherie amministrative che hanno dovuto subire i minatori esclusi dall'indennizzo per malattia professionale dopo l'emanazione della legge 24 dicembre 1963, i minatori pensionati perseguitati dal fisco belga per non aver dichiarato la misera pensione italiana, i tanti pensionati vessati dal rigore delle clausole anticumulo delle prestazioni infortunistiche e previdenziali. Tutti fatti poco conosciuti ma che hanno segnato profondamente la prima generazione dell'emigrazione italiana in Belgio. |
| LAMPEDUSA E
MELILLA.
Frontiera sud della fortezza Europa. GUE/NGL, Bruxelles 2006 |
Una
pubblicazione GUE/NGL - Sinistra Unitaria Europea / Sinistra Verde
Nordica - Gruppo Parlamentare Europeo. |
| Matteo
Guarnaccia:
ALMANACCO DELLA PACE. Donne, uomini, storie, miti, simboli, film e
canzoni che hanno offerto una possibilità alla pace. Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri, Viterbo 2006 |
Questo libro è dedicato a
disertori, fraternizzatori e a miti sabotatori. Una volta tanto la
parola Pace non si trova intrecciata a papi, nobel, dame di san
Vincenzo rock o impiegati dell'industria del volontariato arcobaleno.
Qui si raccontano e onorano piccole e grandi storie legate alla pace,
alla non violenza e a chi ha detto no: da Gandhi ai Dadaisti, da
Thoreau a John Lennon, da Archiloco a Rabelais, da Buddha a Star Trek.
Non sempre storie edificanti, edulcoranti, non necessariamente vite di
santi, ma storie di donne e uomini che, testardamente, hanno voluto
consegnare ai propri figli il mondo condizioni migliori di come l'hanno
ricvuto. |
| Giulietto
Chiesa: PRIMA
DELLA TEMPESTA. Nottetempo, Roma 2006 |
Mentre questo libro va in
stampa, George Bush sembra avverarne le minacce: quale tempesta pende
sulla nostra testa? In cinque saggi, che sono cinque tappe esplosive,
Giulietto Chiesa analizza la nuova politica americana e l'esportazione
forzata della democrazia alla luce della politica spaziale americana e
della militarizzazione dello spazio; scopre le facce sospettabili e
insospettabili di quel "giorno zero", l'11 settembre, rivelandocelo
come l'evento più oscuro del nostro tempo, il "buco nero" della
nostra storia; ci mostra come e perché si crea un clima di
guerra e ci spiega perché il pacifismo è l'unica via
d'uscita dalla politica di coloro che vogliono apporpriarsi delle
risorse del mondo per rifornire il loro paradiso in terra, fatto di
frigoriferi e cellulari, di benessere e abbondanza. Un paradiso per
difendere il quale sono disposti a risvegliare il nostro incubo
peggiore, quello di una guerra atomica. Un libro che ha la forza, il
coraggio e la lungimiranza a cui Giulietto Chiesa ci ha abituati. |
| AMIANTO. Il
costo umano dell'avidità delle aziende / AMIANTE. Les
coûts
humains de la cupidité des entreprises. GUE/NGL, Bruxelles 2006 |
Una pubblicazione GUE/NGL. Il gruppo GUE/NGL (Sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) è il quinto gruppo, per ordine di importanza numerica, del Parlamento europeo. È attualmente costituito da quarantuno deputati, che provengono da sedici partiti politic di tredici Stati europei. Come indica il nome, si tratta di un gruppo confederale di 16 partiti che collaborano per perseguire obiettivi politici comuni. |
| Eva Golinger: CROCIATA
USA CONTRO IL VENEZUELA - DECIFRATO IL "CODICE CHÁVEZ". Hugo
Chávez e la rivoluzione bolivariana - Analisi e documenti. Zambon, Francoforte 2006 |
Per la prima volta il lettore italiano
potrà apprendere come lo "sciopero" dell'industria petrolifera
(proclamato contro Chávez e sostenuto anche in Europa da alcune
forze sindacali) fosse in realtà una serrata, anzi un vero e
proprio ricatto, un sabotaggio tendente a ridurre la popolazione alla
disperazione e costringere Hugo Chávez alla rinuncia
all'incarico presidenziale. Si racconta che, mentre tutti i generi
alimentari scarseggiavano e da settimane mancava nel paese ogni forma
di energia (gas, elettricità, benzina) Hugo Chávez si sia
recato in visita ad un quartiere periferico di Caracas per rincuorare
gli abitanti. Entrato in un'abitazione, egli fu riconosciuto da una
donna negra che stava cucinando delle patate e che, affrontandolo con
decisione, gli disse: "Vedi presidente, sto cucinando usando del
legno; è il legno di quello che è stato il mio letto. Ma
a costo di bruciare tutte le mie suppellettili e tutta la mia casa,
guai a te se cederai". A tanta
determinazione del popolo, quello stesso popolo che poi
assedierà per ore il palazzo del governo occupato dai golpisti
pagando un alto prezzo di sangue (200 vittime) e che riuscirà
alla fine ad imporre il ritorno del presidente eletto, corrispose
però altrettanta ostinazione da parte dell'oligarchia venduta
agli USA che deteneva (e purtroppo continua a detenere) il monopolio
dell'informazione. Il paese era ridotto alla fame, tutti i normali
programmi televisivi erano stati sospesi e, 24 ore su 24, venivano
mandati in onda senza interruzione proclami, testimonianze, brevi
filmati tutti tesi a demonizzare Hugo Chávez ed i suoi
sostenitori. A testimoniare l'atmosfera di parossismo creato ad arte,
ecco la testimonianza di un cittadino: "Ieri sera ho fatto
l'errore di non controllare il programma che stava guardando mio figlio
di sei anni alla televisione. Si è svegliato nel bel mezzo della
notte, sudato e gelido, ansimante, quasi incapace di respirare. Ha
chiesto di dormire nel letto con me e sua madre. Aveva paura che i
sostenitori di Chávez entrassero di notte e lo uccidessero..." Eva Golinger è una giovane avvocatessa nordamericana di origine venezuelana. Si è laureata presso la "City University" di Nuova York, specializzandosi in diritti umani e leggi sull'immigrazione. Dall'inizio degli anni 90, pur mantenendo lo studio legale a Nuova York, visse sempre più frequentemente in Venezuela alla ricerca delle proprie radici culturali. Dopo la conquista del potere da parte di Hugo Chávez, Eva Golinger fece oggetto di studio i cambiamenti sociali e politici in atto nel paese e pubblicò numerosi articoli sull'argomento. A cominciare dal 2003 iniziò ad indagare sistematicamente sulle ingerenze degli USA in Venezuela, in particolare in relazione al tentativo di colpo di stato dell'aprile 2002. Il "Codice Chávez" è il suo primo libro. In esso si descrivono e si documentano i numerosi interventi degli USA a favore di organi di informazione, organizzazioni politiche, sindacali e religiose. Questi interventi sostennero la concertazione di comportamenti illegali e talvolta delittuosi, l'elargizione di consigli ed il versamento di cospicue somme di danaro a compiacenti mercenari "democratici" venezuelani, il tutto ai danni della parte più povera della popolazione del Venezuela ed a spese dell'ignaro e docile contribuente nordamericano. |
| NEL CUORE
DELLA POLITICA.
Dal silenzio del femminismo alla manifestazione di Milano. Un anno e
mezzo di dibattito su Liberazione. M.R.C. - Liberazione, Roma 2006 |
Un giornale quotidiano che si lascia
investire e attraversare dal femminismo. La domanda sul conflitto di
genere posta al centro, dell'analisi dei fatti e delle politica. La
ricerca sul corpo, il desiderio, l'identità. Donne - diverse per età, collocazione, esperienza - che si confrontano. E interpellano gli uomini sulla violenza patriarcale. Un movimento profondo, l'urgenza di riaffermare la libertà femminile e dire basta a chi la nega, che rompe il silenzio pubblico, dà vita alle assemblee nelle città, come un fiume in piena si riversa nella grande manifestazione del 14 gennaio a Milano. Il dibattito aperto su come andare avanti. Riflessioni, prese di posizione, polemiche. Una scelta di interventi per raccontare un anno e mezzo di lavoro collettivo, per dare voce ai diversi femminismi, per testimoniare l'esperienza di un giornale che cambia pelle. |
| ICH
WÜRDE GERNE EIN VÖGLEIN SEIN / QUISIERA SER UN PAJARITO / VORREI
ESSERE UN UCCELLINO. Zambon - Un Ponte Per..., Roma 2006 |
Fotos
und Aussagen von Kindern vertriebener Palästinenser aus den Lagern
Shatila und Borj-el Barajeh im Libanon. Fotos y testimonios de hijos de refugiados palestinos en los campos libaneses de Shatila y Borj-el Barajeh. Foto e testimonianze dirette dei figli dei palestinesi rifugiati nei campi libanesi di Shatila e di Borj-el Barajeh. |
| Angelo Del
Boca:
ITALIANI, BRAVA GENTE? Neri Pozza, Vicenza 2006 |
Le pagine buie della nostra
storia nel racconto "del più illustre fra gli storici del
colonialismo italiano". Negli anni che vanno dall'unità del nostro Paese alla fine della seconda guerra mondiale si sono verificati molti episodi nei quali gli italiani si sono rivelati capaci di indicibili crudeltà. In genere le stragi sono state compiute da "uomini comuni", non particolarmente fanatici, non addestrati alle liquidazioni in massa. Uomini che hanno agito per spirito di disciplina, per emulazione o perché persuasi di essere nel giusto eliminando coloro che ritenevano "barbari" o "subumani". Angelo Del Boca esamina, in questo libro, gli episodi più efferati, quelli che costituiscono senza dubbio le pagine più buie della nostra storia nazionale: i massacri di intere popolazioni del meridione d'Italia durante la cosiddetta "guerra al brigantaggio"; l'edificazione nell'isola di Nocra, in Eritrea, di un sistema carcerario fra i più mostruosi; le rapine e gli eccidi compiuti in Cina nel corso della lotta ai boxers; le deportazioni in Italia di migliaia di libici dopo la "sanguinosa giornata" di Sciara Sciat; lo schiavismo applicato in Somalia lungo le rive dei grandi fiumi; la creazione nella Sirtica di quindici lager mortiferi per debellare la resistenza di Omar el-Mukhtàr in Cirenaica; l'impiego in Etiopia dell'iprite e di altre armi chimiche proibite per accelerare la resa delle armate del Negus; lo sterminio di duemila monaci e diaconi nella città conventuale di Debrà Libanòs; la consegna ai nazisti, da parte delle autorità fasciste di Salò, di migliaia di ebrei, votati a sicura morte. È vero che nell'ultimo secolo e mezzo molti altri popoli si sono macchiati di imprese delittuose, quasi in ogni parte del mondo. Tuttavia, soltanto gli italiani hanno gettato un velo sulle pagine nere della loro storia ricorrendo ossessivamente e puerilmente a uno strumento autoconsolatorio: il mito degli "italiani brava gente", un mito duro a morire che ci vuole "diversi", più tolleranti, più generosi, più gioviali degli altri, e perciò incapaci di atti crudeli. Con la sua scrittura chiara e documentata. Angelo Del Boca mostra invece come dietro questo paravento protettivo di ostentato e falso buonismo si siano consumati, negli ultimi cent'anni, in Italia, in Europa e nelle colonie d'oltremare, i crimini peggiori, gli eccidi più barbari. Crimini ed eccidi commessi da uomini che non hanno diritto ad alcuna clemenza, tantomeno all'autoassoluzione. |
| Ludo Martens: STALIN. Un
altro punto di vista. Zambon, 2006 |
"Ma
com'è possibile difendere un uomo come Stalin?" "Come potremmo non sostenere Stalin, colui che ha costruito il socialismo, colui che ha sconfitto il nazismo, colui che ha incarnato tutte le nostre speranze?" Il primo è il punto di vista di una persona che ha interiorizzato le menzogne, le calunnie e le distorsioni sull'opera di Stalin e sulla sua persona, diffuse negli anni Trenta e Quaranta dalla propaganda nazista, riprese da quella maccartista degli Stati Uniti d'America e fatte proprie dalla cultura del mondo occidentale durante la guerra fredda. Dopo la morte di Stalin, il rapporto segreto di Chruschëv avvalorò tutte le denigrazioni e tutte le infamie che, questa volta, vennero accettate anche dalla maggior parte del'opinione pubblica democratica e di sinistra e trovarono credito perfino tra molti di coloro che continuavano a chiamarsi comunisti. Il secondo è il punto di vista di un'anziana militante comunista, ebrea, la cui famiglia era stata sterminata nei campi di concentramento nazisti. Quella donna, nel momento in cui altri avevano ceduto, rimaneva fedele alla rivoluzione. Il suo punto di vista è quello di migliaia di sfruttati ed oppressi che rifiutano di veder infangati i loro ideali e mistificata la loro storia. Al fine di ricostruire la verità storica, Ludo Martens si propone di affrontare e confutare "gli attacchi contro Stalin ai quali siamo più abituati: il 'testamento di Lenin', la collettivizzazione imposta, l'industrializzazione forzata, la burocrazia soffocante, lo sterminio della vecchia guardia bolscevica, le grandi purghe, la collusione di Stalin con Hitler, l'incompetenza di Stalin nella guerra..." L'autore, servendosi di fonti ineccepibili, frutto di una rigorosa ricerca storica, mette a confronto le tesi sostenute da Stalin e dagli altri dirigenti del Partito Comunista Bolscevico con quelle degli oppositori interni, riporta numerose opinioni e testimonianze sia di avversari del socialismo, sia di suoi sostenitori, sia di osservatori imparziali. Il tutto sullo sfondo di un vasto affresco nel quale Ludo Martens descrive, in termini non agiografici, la prima esperienza socialista che trasformò una società semifeudale ed arretrata in un paese industrialmente e culturalmente avanzato, capace di sconfiggere il nazismo. |
| Claude Renard:
RÉFORMES ET RÉVOLUTION. Association Culturelle Joseph Jacquemotte, Bruxelles 2005 |
Voilà bien longtemps
que l'on débat de cette question. En 1963, la Fondation Joseph
Jacquemotte organisa un colloque à ce sujet, avec une
introduction d'Augustin Duchâteau qui fut publiée par la
suite sous le titre "Aspects actuels d'un débat ancien:
réformes ou révolution?" Vous remarquerez le "ou"; nous y
reviendrons. |
| IRAK... LE
COÛT
HUMAIN DE L'OCCUPATION. Avec un rapport exclusif et des photos de Dahr
Jamail. Bruxelles 2005 |
Cette
brochure est une pubblication
commune de: intal - www.intal.be Vrede vzw - www.vrede.be BRussells Tribunal - www.brusselstribunal.org StopUSA - www.stopusa.be 11.11.11 - Koepel van de Vlaamse Noord-Zuidbeweging - www.11.be |
| EUROPA DOVE
VAI? Dalla
crisi del percorso liberista della costruzione europea alle prospettive
alternative. Edizioni Punto Rosso, Milano 2005 |
Saggi di Luigi Vinci, Franco Russo,
Isidoro D. Mortellaro, Lidia Menapace, Andrea Ricci, Roberto Musacchio,
Mario Agostinelli, Marco Bersani. Dopo la bocciatura della Costituzione europea ad opera dei referendum popolari di Francia e Olanda, eventi che denotano la crisi profonda del percorso liberista della costruzione europea e non un arretramento nazionalistico e di destra, quali prospettive alternative si aprono per un processo di unità europea basato sulla democrazia partecipativa reale e sui bisogni fondamentali delle popolazioni? E quali le analisi e le proposte di una sinistra alternativa all'altezza della sfida sociale e politica in campo? |
| Fausto
Bertinotti,
Alfonso Gianni: L'EUROPA DELLE PASSIONI FORTI. Ponte alle Grazie, Milano 2005 |
Quasi ogni
giorno, gli organi di informazione ci forniscono elementi per comporre
un quadro del mondo in cui gli Stati Uniti perderanno la loro egemonia
e il mercato mondiale sposterà sempre di più il proprio
asse in Asia,
intorno al miracolo cinese. Di questo affresco non ancora terminato si
vuole provare a immaginare un disegno per capire quale sarà, nel
nuovo
assetto mondiale, il ruolo dell'Europa, quale la sua identità.
In
questo libro, Fausto Bertinotti e Alfonso Gianni spiegano quale
dovrebbe essere il punto di partenza per la formazione di una
società
moderna e democratica: la scrittura e l'approvazione della sua
Costituzione. Il dibattito si immerge poi nello stato attuale delle
cose, a partire dal Trattato Costituzionale Europeo - anche alla luce
dei risultati dei referendum europei -, alla ricerca dell'idea di
società racchiusa nelle sue pagine, del progetto che dovrebbe
esservi
contenuto. Una discussione stimolante e densa, sempre rivolta alla
dimensione concreta dell'essere uomini ma con uno sguardo che non
dimentica mai il cielo, il progetto di costruzione del futuro. "L'ordine del giorno è chiaro: dobbiamo definire quale Europa e quale costituzione vogliamo. Attraverso questo processo possiamo coinvolgere i popoli e i movimenti che debbono tornare a essere protagonisti nella scelta e nella definizione di un nuovo modello di sviluppo e di una nuova società. Abbiamo la necessità di fare delle forze della sinistra radicale e anticapitalista il motore di un nuovo processo; oggi questo è possibile grazie alla novità determinata dal voto francese che inaugura una nuova stagione, si potrebbe dire una nuova era politica in Europa." |
| Maggie Black:
EL SECUESTRO DEL AGUA. La mala gestión de los recursos
hídricos. Intermón Oxfam, Barcelona 2005 |
El agua es la sustancia más ordinaria y más extraordinaria a la vez porque sin ella nada sobrevive. En la actualidad, las fuertes presiones sobre el agua dulce atizan el espectro del miedo a la contaminación, de la escasez de riego, de ríos tan explotados que no llegan al mar, incluso de "guerras de agua" por reservas cada vez más limitadas. Este libro repasa la crisis mundial por el agua en sus múltiples dimensiones, entre las que no hay que pasar por alto la reciente tendencia a gestionar el agua mediante empresas privadas que no se ocupan sólo de de las canalizaciones, sino que dominan los ríos, los acuíferos y las precipitaciones que los abastecen. El agua siempre se ha considerado un bien común del que nadie puede apropiarse. Y si este principio básico cae, ¿podrá la gente conservar su derecho al agua y a la vida? |
| Henri
Pena-Ruiz: HISTOIRE
DE LA LAÏCITÉ. Genèse d'un idéal. Gallimard, Paris 2005 |
La laïcité, c'est la
liberté de conscience liée à
l'égalité de traitement de celui qui croit au ciel et de
celui qui n'y croit pas. Les lois communes dessinent ainsi une
sphère publique consacrée au seul intérêt
général. Faire prévaloir ce qui unit sur ce qui
divise, c'est fonder une paix authentique. Laïque, l'État
républicain se fait accueillant à tous, sans
discrimination. Pour cela, il se refuse à tout privilège
public des particularismes: ni religion reconnue, ni athéisme
consacré. Les religions et les humanismes athée ou
agnostique peuvent se vivre librement, dans la sphère
privée de l'intimité personnelle ou des associations qui
n'engagent que leurs membres. Sans cela, l'enfermement dans la
différence se raidit en communautarisme, et la guerre des
idenités mutuellement exclusives se profile. En revisant
l'histoire de la laïcité, Henri Pena-Ruiz montre comment
s'est affirmé un tel idéal, dont la portée
universelle apparaît chaque jour davantage. |
| Carlos
Tablada, Faustino Cobarrubia, Laura I. Pujol, Eugenio Martínez,
Roberto Smith, François Houtart, Osvaldo Martínez:
COMERCIO MUNDIAL: ¿INCENTIVO O FRENO PARA EL DESARROLLO? Ruth Casa Editorial, Panamá 2005 |
Un
grupo
de estudiosos cubanos, economistas y politólogos, encabezados
por Carlos Tablada, figura prestigiosa de la intelectualidad
académica y revolucionaria latinoamericana de hoy, con la
colaboración del eminente sociólogo y teólogo
belga François Houtart, responde integralmente por la
autoría de esta obra. Comercio mundial:
¿incentivo o freno para el desarrollo? nos revela, con
abundancia de material
probatorio, la culminación del programa de ordenamiento
neoliberal impuesto por el imperio en un esquema de represión y
explotación centrado por el comercio. Se trata del aparato
circulatorio de un organismo diabólico, la mercadocracia, que se
ha convertido en el nuevo Leviatán y que pugna, frente a la
globalización de las resistencias, por perpetuar los designos
del Imperio. Estamos ante un libro concebido para el camino, para
acompañarnos y ayudarnos a poner un grano de arena donde seamos
capaces y tengamos la oportunidad de hacerlo en la azarosa
misión de desenredar esta enmarañada madeja que nos ha
tocado vivir. (Aurelio Alonso) Esta obra ofrece al lector un instrumento para el análisis de temas cruciales de la economía mundial tales como: las principales contradicciones económicas entre los países imperialistas, el rol de los Estados Unidos como actor central del comercio internacional, los procesos de integración, subdesarrollo y comercio en las más importantes regiones del mundo, y los proyectos neoliberales creados principalmente para implementarse en América Latina. Comercio mundial: ¿incentivo o freno para el desarrollo? es una crítica al mundo de hoy, un camino acertado hacia la construcción de la utopía necesaria. A cada paso que damos el horizonte se aleja aún más. Pareciera como si la utopía se nos fuera siempre de las manos. Mario Benedetti responde: "sirve para caminar". Los autores del libro afirman: "es el camino a recorrer para construir Otro Mundo Posible". (Juana Suárez Conejero) El capitalismo, visto de manera abstracta como modo de producción, se funda sobre un mercado integrado en tres dimensiones (mercado de los productos del trabajo social, mercado de capitales y mercado del trabajo). Pero el capitalismo realmente existente, está fundado sobre la expansión mundial del mercado en sus dos primeras dimensiones, quedando excluida la constitución de un verdadero mercado mundial del trabajo. Por esta razón, el capitalismo actual es polarizante a escala mundial y el desarrollo desigual que funda se vuelva la contradicción creciente más violenta que debe ser resuelta. En esta perspectiva, este libro muestra como ningún otro que hay que brindar espacios a las proposiciones de acción a corto plazo, alrededor de las cuales puedan movilizarse fuerzas políticas y sociales reales para modular las formas de regulación de los mercados y elaborar un nuevo derecho internacional de los individuos, de los pueblos y de los Estados. El desafío y las alternativas de respuesta se expresan con claridad en esta obra: o nos sometimos ante la globalización neoliberal, o buscamos la apertura de verdaderas negociaciones con la perspectiva de construir una mundialización alternativa y pluricéntrica. (Samir Amin) |
| Carlos
Tablada: EL
PENSAMIENTO ECONÓMICO DE ERNESTO CHE GUEVARA. Ruth Casa Editorial, Panamá 2005 |
Recientemente se hizo una
compilación de todas estas ideas y un economista escribió
una obra por la cual recibió un premio en la Casa de las
Américas, que tiene el mérito de haber recopilado,
estudiado y presentado en un libro la esencia de las ideas
económicas del Che, recogida demuchos de sus materiales hablados
o escritos, artículos y discursos sobre cuestión tan
decisiva para la construcción del socialismo. La obra se titula El
pensamiento económico de Ernesto Che Guevara. (Fidel Castro Ruz) Tablada ha dedicado más de la mitad de su vida - algunas etapas e innumerables ratos libres - en estudios del Che. En su bibliografía puede advertirse el manejo de centenares de escritos, intervenciones, entrevistas del Che - una gran parte de ellos espera su edición - que ha sometido a escrupuloso análisis. Tablada estudió a fondo el pensamiento de Fidel, el proceso de la economía y de la revolución cubanas en sus diversos campos, los criterios más de una vez polémicos de protagonistas, actores y estudiosos. Marx, Engels y Lenin, las experiencias y las posiciones de los países socialistas, son elementos de la mayor importancia en su reflexión acerca del pensamiento del Che, y también en ellos lo mira o lo contrasta, sobre todo con ayuda de ese monumento mayor del pensamiento acerca de la transición al socialismo y al comunismo que es el leninismo. No intentaré aquí valorar en detalle lo que este libro aporta, ni la pasión y la prolijidad con que a la vez trata de divulgar el pensamiento económico del Che. Al ayudar a traer las ideas del Che a la palestra de hoy, el libro que sigue se vuelve un aporte a esa búsqueda necesaria. (Fernando Martínez Heredia) El resultado del trabajo de tantos años sobre un tema que nadie había tenido la audacia de abordar así, en aquel tiempo, fue plasmado en este ensayo, no por gusto editado tantas veces, y que siempre va a ser una pieza imprescindible para adentrarnos en las honduras polémicas de la historia del socialismo cubano, y principalmente de lo que Cuba habrá aportado a la larga al socialismo. Y considero que el libro de Tablada, por su estructura y la presentación del abanico temático de las ideas del Che, por la abundancia de la documentación analizada y por la valentía intelectual que lo inspiró, por la mezcla de lealtad y espíritu indagatorio hacia el pensamiento estudiado, tiene los tintes de las obras que el tiempo valoriza. (Aurelio Alonso Tejada) Este libro tiene el mérito de caminar a contracorriente al haberse animado a recordar lo que se había "olvidado". El Che Guevara, además de "guerrillero heróico", es un teórico de la revolución social. El resultado final del emprendimiento que Carlos Tablada Pérez lleva a cabo en este libro precursor constituye una excelente exposición de lo más agudo que el Che nos dejara en sus esfuerzos de constructor de la nueva sociedad y la nueva subjetividad, dos batallas distintas pero complementarias que jamás se pueden separar. Por eso este libro de Carlos Tablada no se queda en el reconocimiento formal de esos méritos. Los desanuda, los desglosa, los va recorriendo uno por uno, los descompone una y otra vez y los vuelve a recomponer en un intento de sistematización. El resultado final constituye una excelente reconstrucción analítica del pensamiento del Che. (Néstor Kohan) Tablada nos permite escuchar al Che en este libro. Él es tan sólo el intermediario entre esa criatura de luz y los expectantes lectores. Valor, valor de uso, planificación, entran por nuestras pupilas sin trámite para depositarse en nuestros corazones. A los que nacimos cercanos a la crisis del Caribe, a los que una vez dudamos que la palabra socialismo fuera la oportuna para nuestras ansias de libertad, acá está la respuesta. Se empieza a leer y no se termina de dejarlo. Les prometo que se aferrarán a él como a una cruz que espanta a todos los diablos disfrazados de corderos que por estos días amenazan sin piedad nuestras almas. El mérito mayor de este libro es sin dudas que Tablada está poseído por el Che. Ese Che universal que es patrimonio de la humanidad nos vuelve a convocar a la esperanza. (Celia María Hart Santamaría) |
| Noam Chomsky:
HEGEMONÍA O SUPERVIVENCIA. La estrategia imperialista de Estados
Unidos. Ediciones B, Barcelona 2005 |
El famoso lingüista e intelectual
estadounidense Noam Chomsky señala en esta obra las terribles
consecuencias que puede tener la política imperialista de su
país. Chomsky espone, con la aplastante lógica que le
caracteriza, cómo las más recientes manifestaciones de
los políticos estadounidenses sobre el control global - desde el
unilateralismo y el desmantelamiento de los acuerdos internacionales
hasta el terrorismo de Estado y la militarización del espacio -
se han apuntado al carro de una hegemonía que, en última
instancia, amenaza la supervivencia del resto del planeta. Lúcida, rigurosa y profusamente documentada, Hegemonía y supervivencia es la obra más importante de uno de los pensadores y activistas políticos más influyentes del mundo. |
| Giovanni Pesce: SENZA
TREGUA. La guerra dei GAP. Feltrinelli, Milano 2005 |
"Chi furono i gappisti?
Potremmo dire che furono 'commandos'. Ma questo termine non è
esatto. Essi furono qualcosa di più e di diverso di semplici
'commandos'. Furono gruppi di patrioti che non diedero mai 'tregua' al
nemico: lo colpirono sempre, in ogni circostanza, di giorno e di notte,
nelle strade delle città e nel cuore dei suoi fortilizi."
Così Giovanni Pesce apre la rievocazione della lotta urbana
contro il regime nazi-fascista. Diventato ormai un classico della memorialistica partigiana, nonché uno dei rari documenti sul ruolo svolto dai Gruppi di Azione Patriottica (GAP) nella Resistenza, Senza tregua (pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nel 1967) si presenta oggi come insostituibile antidoto contro quella perdita della memoria storica che si profila come uno dei guasti della coscienza civile contemporanea. Il volume, che ha gli scatti e il ritmo della scrittura narrativa, restituisce i dettagli più drammatici della guerriglia urbana, il fitto calendario delle azioni isolate, la tensione degli agguati, la lotta contro il nemico armato e, al contempo, quella contro spie, delatori, reggicoda del franante regime fascista. Uno stile scarno, senza retorica; un racconto senza compiacimenti. Per una riflessione sulla violenza e sulla Storia. Per una Storia liberata dalla violenza. |
| Francesco
Forgione: AMICI
COME PRIMA. Storie di mafia e politica nella Seconda Repubblica. Editori Riuniti, Roma 2004 |
Quelle di oggi, come quelle
di ieri, sono storie di presidenti di regione, sindaci, imprenditori,
banchieri, deputati. Omicidi, incontri con boss, scambi di favori e
spartizioni di appalti. Storie di acqua, di rifiuti e di cemento. Di
spioni di Stato e di talpe istituzionali. Sono vicende siciliane e nazionali, che rappresentano le tessere di un nuovo mosaico del potere e degli affari pubblici, dei rapporti sociali e dei processi di modernizzazione del Mezzogiorno, nei quali Cosa nostra, con il suo dinamismo politico e imprenditoriale, continua ad esercitare una funzione egemonica, scegliendo di volta in volta interlocutori di destra o di sinistra. Tra analisi politica e racconti giornalistici l'autore ci offre, come in un romanzo giallo, una testimonianza diretta dello scontro quotidiano tra mafia e antimafia. |
| PASSAGGIO IN
INDIA.
Bombay, World Social Forum 2004. Dipartimento informazione stampa e propaganda di Rifondazione comunista e del quotidiano Liberazione, Roma 2004 |
I piedi nudi degli Adivasi.
I pugni alzati dei Coreani. Lo sguardo dignitoso dei Dalit. Qui "dove
ogni mattina ci si sveglia dal lato sbagliato del capitalismo", come
recita uno dei tanti striscioni appesi nei viali del Social Forum
mondiale, ci ha toccato nelle viscere "il lato sbagliato", ovvero il
suo volto brutale, l'altra faccia della nostra ricchezza, relativa ma
incommensurabile di fronte alla povertà indiana. A Seattle
l'abbiamo strillato nelle strade: non ci può essere giustizia,
né diritti, né pace, se tutto ciò è solo
per pochi. Siamo tutti sulla stessa barca, urlavano insieme
sindacalisti, ambientalisti e studenti. A Bombay abbiamo capito che
sulla stessa barca ci sono anche le vittime dimenticate di un sistema
capace di produrre abiezioni inimmaginabili. Ora, su questa nave
diretta verso un altro mondo, ci sono anche loro. Gioiosi, determinati,
festanti, decisi e innumerevoli. |
| Carlos
Tablada, Gladys Hernández: PETRÓLEO, PODER Y
CIVILIZACIÓN. Ruth Casa Editorial, Panamá; Editorial de Ciencias Sociales, La Habana; Ediciones desde Abajo, Colombia 2004 |
Hilar
una temática tan
amplia en una sola publicación realmente constituye un gran
reto. Aunque el libro aborda la guerra histórica por el
petróleo, logra con éxito exponer las causas más
profundas de la invasión anglo-estadounidense en Iraq. El
estudio brinda un horizonte histórico y geopolítico de la
lucha por los recursos naturales y el rol de las transnacionales y las
principales potencias en el reparto del mundo. (Wim Dierckxsens) La obra de Carlos Tablada aborda un sujeto de actualidad, el cual se encuentra en relación con lo que algunos califican como "neoliberalismo armado". (...) Resulta fundamental, en consecuencia, analizar este problema en profundidad y la ora de Carlos Tablada constituye una contribución en este sentido. (François Houtart) |
| HISTOIRE DE
LA COMMUNE DE
PARIS. 18 mars - 28 mai 1871. Les Amis de la Commune de Paris 1871, Paris 2004 |
"Le grand peuple de 89 qui
détruit les bastilles et renverse les trônes
attendra-t-il, dans un désespoir inerte, que le froid et la
famine aient glacé son coeur...? La politique, la
stratégie, l'administration du 4 septembre, continuées de
l'Empire, son jugées. Place
au Peuple, place à la Commune!" Déclaration du Comité des vingt arrondissements placardée le 6 janvier, connue sous le nom de L'affiche rouge |
| Fausto
Bertinotti: LA GUERRA È ORRORE. Partito della Rifondazione Comunista, 2003 |
Venezia, sabato 13 dicembre 2003 - Aula
Magna IUAV Architettura Le conclusioni di Fausto Bertinotti |
| Peter Gomez,
Marco
Travaglio: BRAVI RAGAZZI. La requisitoria Boccassini, l'autodifesa di
Previti & C. Tutte le carte dei processi Berlusconi-toghe sporche. Editori Riuniti, Roma 2003 |
In
un paese normale, un libro come
questo non avrebbe ragione di esistere. Perché i cittadini, dei
processi al presidente del Consiglio e ai suoi amici, saprebbero
già tutto dalla televisione. Come sapevano tutto di
Tangentopoli, nel 1992-93, dalla telecronache dirette del processo
Cusani-Enimont. Invece dei processi "toghe sporche" (Sme-Ariosto,
Mondadori, Imi-Sir), che vedono imputati Berlusconi e Previti, gli
avvocati Acampora e Pacifico, i giudici Squillante, Metta, Verde e
Misiani, si sa poco o nulla. E quel poco grazie ai (pochi) giornali
liberi. In televisione, black-out a reti unificate: per nascondere la
storia di questa allegra brigata di affaristi, giudici e avvocati,
sospetti corrotti e corruttori, sicuri evasori fiscali che continuano a
passare per galantuomini. Come dice Squillante in tribunale, "persone
oneste". Bravi ragazzi. Dopo L'odore dei soldi, La repubblica delle banane e Mani Pulite, Gomez e Travaglio ricostruiscono giorno per giorno la storia dei tre processi e delle infinite manovre per farli saltare, e pubblicano i documenti più importanti per capire i fatti già accertati, le ragioni dell'accusa e le tesi delle difese. A cominciare dalla requisitoria orale (finora inedita) di Ilda Boccassini, nella trascrizione ufficiale del Tribunale di Milano. E poi i verbali di Stefania Ariosto, le carte svizzere, gli interrogatori di Previti, Pacifico e Squillante, la sentenza di prescrizione per il Cavaliere, il dossier Mancuso sul presunto "ricatto" a Palazzo Chigi, la richiesta di trasferire i processi da Milano a Brescia. E infine le leggi-vergogna che hanno scandalizzato l'Italia e l'Europa: rogatorie, falso in bilancio, Cirami. |
| Domenico
Losurdo:
DÉMOCRATIE OU BONAPARTISME. Triomphe et décadence du
suffrage universel. Le Temps des Cerises, Pantin 2003 |
Domenico Losurdo est spécialiste de
l'histoire des idées. Il a notamment travaillé sur la
pensée des théoriciens du libéralisme. Dans cet
ouvrage important, il étudie l'histoire du suffrage universle,
sa lente conquête et les entraves qu'il a fallu (et qu'il faut
toujours surmonter, jusque dans les pays à la tradition
libérale la plus développée) pour que ce suffrage
soit vraiment universel: entraves liées à l'argent,
à la classe, à la race ou au sexe. Plus encore, il montre comment le suffrage universel à peine conquis a fait l'objet d'une entreprise de contournement pour le réduire à un système politique où les citoyens en sont réduits, régulièrment, à devoir acclamer (ou plébisciter) les dirigeants qui alternent selon un système binaire, réglé par le scrutin majoritaire uninominal. Les États-Unis apparaissent comme le laboratoire central de ce "bonapartisme soft" qui tend à s'imposer dans toutes les "démocraties" et qui aboutit à déposséder les classes subalternes de toute possibilité d'intervention autonome dans le champ des affaires publiques. |
| Pietro Ingrao, Alex
Zanotelli: NON CI STO! Appunti per un mondo migliore. Manni, San Cesario di Lecce, 2003 |
Questo libretto raccoglie la
conversazione tenutasi a Pieve di Romena (Arezzo) registrata da Don
Luigi e dagli amici della sua comunità che ringraziamo. La
trascrizione non è stata rivista dagli autori. I diritti d'autore saranno devoluti alla realizzazione di un calzaturificio artigianale presso la comunità indigena di Santa Catarina nel Chiapas. |
| Piero
Sansonetti: DAL '68
AI NO-GLOBAL. Trent'anni di movimento. Baldini & Castoldi, Milano 2002 |
"Il moviemto ormai esiste ed è il
protagonista del cambio nelle agende politiche delle cancellerie e dei
partiti. Si può far finta ancora per un po' che non sia
così, ma se si fa finta si è ciechi. E il prezzo della
cecità, in brevissimo tempo, può essere altissimo". |
| Rete Contro
G8 (a cura
di): COSTRUIAMO UN MONDO DIVERSO. Materiali per alternative alla
globalizzazione neoliberista. Fratelli Frilli Editori, Genova 2002 |
Ottobre 2000 - Padre A.
Zanotelli, La
globalizzazione vista dalle periferie del mondo Novembre 2000 - G. Italia e F. Patrignani, Dinamiche della globalizzazione: effetti sul lavoro e sul sindacato Gennaio 2001 - A. Castagnola e C. Ravaioli, Organizzazioni economiche mondiali: le responsabilità nella povertà del Sud del mondo. Esclusione e rischio ambientale Febbraio 2001 - C. Girardi, Globalizzazione neoliberista, resistenza e alternative Marzo 2001 - E. Molinari, La politica dell'acqua nel gorgo del business: mercificazione della risorsa acqua da parte delle multinazionali Aprile 2001 - G. Tamino e G. Ricoveri, Biodiversità e biopirateria: la corsa al profitto distrugge la complessità del vivente conservata attraverso i secoli dal mondo rurale Maggio 2001 - Don L. Ciotti e G. Caselli, Mafie internazionali, globalizzazione della criminalità Ottobre 2001 - M. Rocca, Nato: strumento di sicurezza o di potere globale? |
| Sergio
Dalmasso:
RIFONDARE È DIFFICILE. Rifondazione comunista dallo scioglimento
del PCI al "movimento dei movimenti". Centro di Documentazione di Pistoia, C.R.I.C., Torino 2002 |
"Rifondazione
comunista nasce nel febbraio del
1991 (non adesione
al PDS da parte di alcuni dirigenti e di tanti iscritti al PCI) o nel
dicembre dello stesso anno (fondazione ufficiale del partito). Ha quindi, in ogni caso, compiuto i suoi primi dieci anni. Sono stati anni difficili, caratterizzati da scadenze continue, da mutamenti profondi del quadro politico-istituzionale, del contesto economico, degli scenari internazionali, sempre più tesi alla guerra e sempre più segnati dall'esistenza di una sola grande potenza militare. [...] Questo mio lavoro non ha la pretesa di essere La storia di Rifondazione. Militante di periferia, in Rifondazione dalla fondazione, dopo un lungo viaggio nella nuova sinistra, non ho avuto mai incarichi nazionali né collocazioni che mi permettessero di accedere a materiale interno. Gli strumenti usati sono la stampa periodica, i documenti ufficiali, il tentativo di inquadrare sinteticamente le vicende di partito nel contesto nazionale e internazionale. Ne emerge un testo che è un tentativo di approssimazione, che non ha pretese interpretative, ma semplicemente tenta di raccontare i fatti, rivolgendosi a chi li ha vissuti, ma tende spesso a sovrapporli, o a chi si avvicina oggi all'area della sinistra e sente la necessità di conoscerne le radici e le motivazioni non immediate e contingenti. In ogni caso, alle soglie di un congresso di "innovazione e svolta", è indispensabile riflettere su quanto abbiamo alle spalle." (dalla Introduzione di Sergio Dalmasso) |
| IL PREZZO
DELLA VITTORIA.
Racconti di scrittori sovietici sulla guerra contro il nazifascismo. Zambon, Frankfurt/M 2002 |
Questo libro parla della
"Grande Guerra Patriottica". "Grande", perché fu una guerra per
la vita o per la morte contro il nemico nazista che aveva messo in
campo una formidabile macchina militare, apparentemente invincibile.
"Patriottica", perché combattuta dall'intero popolo sovietico:
dai russi come dai bielorussi, dai moldavi come dai kirghisi, dagli
uzbechi come dai kazaki, dai georgiani come dagli azerbaigiani...
Guerra di resistenza per la pace, per la vita e la libertà,
condotta, al di lá delle differenze, da etnie e
nazionalità diverse a dimostrazione vivente della loro possibile
unità, della ricchezza e delle potenzialità delle
differenze quando esse concorrono allo stesso, nobile scopo. |
| L'ORGANISATION MONDIALE
DU COMMERCE, ENTREPRISES INTERNATIONALES ET POUVOIR SUR L'ALIMENTATION.
Le commerce mondial dans une perspective de justice sociale, protection
de l'environment et de securité alimentaire. GUE/NGL, Bruxelles 2002 |
Conférence Internationale sur
l'environment organiseé par le GUE/NGL, Bruxelles 6-7 Decembre
2001. |
| ATTAC-Bruxelles:
L'EUROPE
DE LA TABLE RONDE. L'avenir de l'Europe. Bruxelles 2001 |
Brochure produite par
ATTAC-Bruxelles dans le cadre de defis 2001-06-26. |
| Riccardo
Petrella: IL
MANIFESTO DELL'ACQUA. Edizioni Gruppo Abele, Torino 2001 |
Oggi oltre un miliardo e mezzo di persone
non hanno accesso all'acqua potabile, nel 2020 saranno più di
tre miliardi. È un'utopia pensare che tutti nel mondo potranno disporre dell'acqua fra vent'anni? Quali sono le soluzioni percorribili? È giusto privatizzare e lasciare al mercato il compito di risolvere il problema? Un'alternativa esiste, ed è quella che viene proposta dal Manifesto dell'acqua, pubblicato ora anche in Italia, vincitore nel 2000 del Premio internazionale delle scritture d'acqua. L'acqua non deve diventare ilpetrolio di domani. Contrariamente all'idea che l'acqua sia l'"oro blu", questo testo afferma che essa deve essere considerata come bene comune, patrimonio dell'Umanità. Propone inoltre la definizione e la messa in opera di un sistema pubblico di gestione delle risorse idriche organizzato dal livello locale a quello mondiale, avente anche la funzione di "tribunale" per la risoluzione dei conflitti e di garante dell'accesso per tutti nella quantità e qualità sufficiente alla vita. La sfida lanciata dal Manifesto dell'acqua si inserisce nella Campagna mondiale che coinvolge ONG, enti pubblici, governi e imprese private, e che sarà portata avanti nelle scuole sino al 2006. |
| Aline
Pailler: FEMMES EN
MARCHE. Le Temps des Cerises, Pantin 2001 |
Au seuil du troisème
millénaire, après un siècle fortement
marqué par le mouvement démancipation féminine, il
fallait faire le point des conquêtes inachevées du
féminisme. Quels sont les droits qui ont été gagnés, quels sont ceux qui sont menacés par le "liberalisme", quels sont ceux qui restent à gagner par les luttes des femmes? Aline Pailler a interviewé des femmes engagées dans des actions concrètes, dans différents secteurs de la vie et du mouvement social. Toutes ne sont pas forcément célèbres, mais toutes sont impliquées dans une action véritable et leur réflexion témoigne de ce qui bouge du côté des femmes. Ce livre passionné et chaleureux présente aussi de nombreuses indications pratiques et juridiques, utiles pour toutes celles et tous ceus que concerne le combat pour l'égalité. |
| Fausto
Bertinotti,
Alfonso Gianni: LE IDEE CHE NON MUOIONO. Ponte alle Grazie, Milano 2000 / CES IDÉES QUI NE MEURENT PAS. Le Temps des Cerises, Pantin 2001 |
Le idee che non muoiono: la libertà,
l'uguaglianza, il lavoro, il valore, il bisogno, il comunismo. Come è possibile essere comunisti a più di dieci anni di distanza dalla caduta del muro di Berlino, avvenimento simbolo del crollo dei sistemi di socialismo reale? E come è possibile conciliare, dopo questi avvenimenti, l'idea di libertà e di democrazia con quella di comunismo? In queste pagine, rielaborazione di una lunga conversazione tenutasi con Alfonso Gianni nei primi mesi del 2000, Fausto Bertinotti cerca di rispondere a questi interrogativi. Il punto di partenza della riflessione è la storia dell'idea di comunismo nel Novecento, qui riproposta in una tripartizione schematica: la storia dello sviluppo teorico delle idee, dei marxismi e delle loro contaminazioni con altre costruzioni ideologiche; la storia delle esperienze che in nome di questa idea hanno cercato di inverarsi in una società socialista; e infine le lotte del moviemento operaio che si è sviluppato nel Novecento, all'interno di società capitalistiche. Questo dialogo è il tentativo di tracciare un bilancio critico su questi tre terreni, necessità irrinunciabile per rivendicare il ruolo fondamentale del comunismo nella storia del Novecento, delle sue conquiste democratiche, della sua lotta per la pace, per la libertà, per l'eguaglianza. Ma soprattutto per chiarire l'attualità e la validità della prospettiva comunista e del suo inscindibile legame con il tema della libertà della persona umana, riaffermando la possibilità del pensiero marxiano in un contesto capitalistico ormai completamente trasformato. "Ciò che non muore - ed è questo l'essenziale di questo libro - nelle idealità dei secoli trascorsi, è proprio la necessità di una società alternativa nella quale il lavoro diventi un bisogno ricco, cioè una libera manifestazione della personalità umana in una comunità solidale". |
| Marta Rojas, Mirta
Rodríguez Calderón: TANIA LA GUERRIGLIERA. Zambon - Libropress, Treviso 2000 |
E quando "circolo" tra la
gente con la mia nuova "personalità", facendo credere di essere
una di loro, il mio "io nascosto" osserva e annota tutto come un
giornalista invisibile, scopre uomini e donne che hanno già
trovato il cammino della lotta - a volte non è quello più
giusto, a volteè il nostro stesso, ad ogni modo lottano - e
allora, moltosilenziosamente, il mio cuore li saluta, canta con loro,
vorrebbe stare con loro... (da
un messaggio di Tania dalla clandestinità) Tania la guerrigliera, come è conosciuta in tutto il mondo, non fu né spia cubana, né spia tedesca, né spia sovietica: fu una latinoamericana votata, con tutto il suo fervore, alla lotta in questo continente e che, per le sue profonde convinzioni e per la fede rivoluzionaria che l'animavano, offerse la sua vita in Bolivia. (dall'intervista a Ulises Estrada Lescaille) Finché vivrò continuerò a combattere con tutte le mie forze per difendere l'onore e la dignità di mia figlia. Questa è la mia battaglia per il rispetto della verità. Tanti mi domandano ancor oggi se, per caso, non sia in qualche modo imparentata con Tamara Bunke... un tassista, una cameriera al bar, un medico all'ospedale. Mi fa bene al cuore constatare che mia figlia non è stata dimenticata. (dall'intervista a Nadia Bunke) |
| Domenico
Losurdo: FUGA
DALLA STORIA? Il movimento comunista tra autocritica e autofobia. La Città del Sole, Napoli 1999 / FUIR L'HISTOIRE? Essai sur l'autophobie des communistes. Le Temps des Cerises, Pantin 2000 |
Nel 1818, in piena
Restaurazione e in un momento in cui il fallimento della rivoluzione
francese appariva evidente, anche coloro che inizialmente l'avevano
salutata con favore si preoccupavano di prendere le distanze dalla
vicenda storica iniziata nel 1789: era stata un colossale equivoco o,
peggio, un vergognoso tradimento di nobili ideali. In questo senso
Byron cantava: "Ma la Francia si inebriò di sangue per vomitare
delitti / Ed i suoi Saturnali sono stati fatali / alla causa della
Libertà, in ogni epoca e per ogni Terra". Dobbiamo oggi far
nostra questa disperazione, limitandoci solo a sostituire la data del
1917 a quella del 1789 e la causa del socialismo alla "causa della
Libertà"? I comunisti devono vergognarsi della loro storia?... |
| ATTAC. Contre
la
dictature des marchés. Attac, La Dispute, Syllepse, VO éditions, Paris 1999 |
L'ordre ultralibéral
repose sur trois "libertés" qui, dans chaque pays, se
révèlent liberticides pour la société et la
majorité des citoyens: les "libertés" de circulation des
capitaux, de l'investissement et du commerce. En bref sur la
toute-puissance de "marchés" dictant leur loi aux élus et
aux gouvernements. Cette dépossession repose sur une
mystification idéologique, amplement relayée par les
médias, à laquelle ce livre entend répondre. D'abord par la mise à plat d'un système dont il n'est nul besoin d'être un "expert" pour en comprendre les rouages. Ensuite par des propositions alternatives autour desquelles peuvent se fédérer des luttes nationales, européennes et internationales. Des mécanismes de la spéculation aux paradis fiscaux, de la faisabilité de la taxe Tobin à la dénonciation des mots piégés du libéralisme, du rôle de l'euro à la refondation du mouvement syndical, de la dette du tiers-monde aux prédations des fonds de pension, des combats victorieux contre l'AMI à ceux à mener contre l'OMC, les universitaires, chercheurs et syndicalistes réunis par Attac donnent ici des outils de réflexion et d'action à tous ceux, innombrables, convaincus qu'un autre monde est possible. |
| Fausto
Bertinotti,
Alfonso Gianni: PENSARE IL '68. Ponte alle Grazie, Milano 1998 |
Che cosa è stato il '68? Una breve e
intensa
rivolta, un fenomeno di costume o l'ultimo grande movimento
rivoluzionario del secolo? Si è trattato della risposta di una
società
(di molte società) a strutture sociali, industriali e
scolastiche ormai vetuste e
inadeguate (nel qual caso avrebbe ottenuto in parte i risultati
desiderati) oppure il '68 conteneva una domanda di trasformazione della
società, un'attualità del socialismo (nel qual caso
avremmo a che fare con una rivoluzione incompiuta, sostanzialmente
fallita)? In colloquio con Alfonso Gianni, Fausto Bertinotti non si sottrae al compito di rispondere a queste domande, che risultano tanto più significative per chi non è stato solo un protagonista di quegli anni, ma "ha responsabilità nella rifondazione di un nuovo partito comunista di massa". La tesi che attraversa il libro è inequivocabile: il '68 italiano, o meglio quella stagione di lotte che va dal '68 fino alla metà degli anni Settanta, ha espresso l'ultima grande ipotesi di trasformazione della società. Un'ipotesi scaturita da quel ciclo della società industriale che si suole definire "fordista-taylorista" e da figure concepibili solo al compimento di tale ciclo (l'operaio di serie, lo studente lavoratore ecc.), e tuttavia un'ipotesi non racchiudibile, per la sua radicalità politica e per le sue straordinarie forme organizzative, entro un quadro storico-sociale determinato e, perciò, irrimediabilmente trascorso. Le forme di partecipazione democratica (il consiglio dei delegati, l'assemblea studentesca) e le molteplici forme di cultura critica emerse in quegli anni - che dalla fabbrica si estesero alla scuola e all'università, ponendo in questione il ruolo stesso della scienza e dell'organizzazione dei saperi - fanno di quella stagione di lotta un evento dell'antagonismo politico e sociale che conserva la sua piena attualità in un'epoca in cui trionfa una modernizzazione senza trasformazione. |
| Claude
Renard:
EXTRÊMES DROITES ET FASCISMES. Fondation Joseph Jacquemotte, Bruxelles 1998 |
Cahier nº 17 du Centre d'étude et de documentation communiste. |
| Vicenç
Fisas:
SECRETOS QUE MATAN. Icaria, Barcelona 1997 |
En
la mayoría de los países
la venta de armas se ampara en el secreto, especialmente si va dirigida
a países en conflicto o donde se violan gravemente los derechos
humanos. El secreto es indispensable para realizar negocios que
repugnan a la opinión pública o que llegan a transgredir
las leyes del país exportador. España no es una excepción. No hay transparencia ni control parlamentario. Amnistía Internacional, Greenpeace, Intermón y Médicos Sin Fronteras, hartas de contemplar el cinismo del ciclo (primero vendemos armas y después enviamos humanitarios que curen a las víctimas), deciden iniciar una campaña denunciando este comercio en nuestro país y exigiendo transparencia y control. Este libro es parte de esta campaña. |
| Helmut
Ortner: SACCO E
VANZETTI. Una tragedia americana (Due italiani in America. L'assassinio
di Sacco e Vanzetti). Zambon, Frankfurt/M, 1996 |
Il giorno 15 aprile 1920 alcuni
banditi rapinano a Bridgwater, nello stato del Massachusetts, un
cassiere e la sua guardia del corpo. Entrambi vengono brutalmente
assassinati: il bottino è costituito dalle buste paga della
fabbrica che li impiegava ed ammonta a 16.000 dollari. Sin dall'inizio
le indagini si concentrano su due emigrati italiani: Nicola Sacco e
Bartolomeo Vanzetti. Essi sono da un certo punto di vista gli imputati
ideali: sono stranieri, atei, e di orientamento anarco-sindacalista.
Essi proclamano ad alta voce la propria innocenza, ma in un tempo in
cui l'America sembra essere alla vigilia di una rivoluzione sociale,
l'arresto di due anarchici rappresenta un esemplare momento di sfogo
per le paure e l'isteria collettive. Anche se gli elementi di prova
sono quanto meno discutibili, entrambi vengono accusati di omicidio a
scopo di rapina, imprigionati, torturati durante gli interrogatori, ed
infine condannati a morte dopo un processo condotto in modo scandaloso.
Dopo quasi ben sette anni, dopo numerose richieste di revisione e
domande di grazia, e malgrado una vasta protesta dell'opinione pubblica
internazionale, Sacco e Vanzetti vengono giustiziati sulla sedia
elettrica. Si è trattato di un vero e proprio assassinio
compiuto in nome della giustizia, che ancor oggi attende una
riparazione postuma. Helmut Ortner descrive con ricchezza di particolari, con uno stile allo stesso tempo commovente ed avvicente, e sempre nel pieno rispetto dela verità storica, cosí come essa traspare dai documenti processuali e dai giornali dell'epoca, quello che fu uno dei più vergognosi scandali giudiziari dell'epoca. Il suo libro è la storia di una tragedia, di una tragedia americana. |
| Nando dalla Chiesa:
STORIE di boss ministri tribunali giornali intellettuali cittadini. Einaudi, Torino 1990 |
"L'Italia entro la quale
scorrono le microstorie raccontate nel libro è simbolicamente
l'Italia di Andreotti. Non certo nel senso che quest'ultimo l'abbia
costruita - magari da solo - cosí com'è, in ogni suo
anfratto. Ma nel senso che Andreotti come nessun altro ha plasmato, con azioni, omissioni o alleanze, la sostanza del potere nell'Italia del dopoguerra; e questo grazie al fatto che nessuno come lui ha compiutamente rappresentato la cultura politica di questo paese, proprio a partire dalla fondamentale nozione del potere. Al tempo stesso è l'Italia di Andreotti perché è popolata da un complesso intreccio di culture e convenzioni, umori e sentimenti, che è l'humus ideale per esprimere una specifica qualità di governanti. Dentro quest'Italia non tutto è però uguale; non solo per l'esistenza della famosa (o famigerata) "complessità", ma proprio perché vi sono parti in lotta. È cioè un'Italia dove si scontrano - in termini di civiltà e di libertà - quelli che per semplificare chiamerò il bene e il male; ben distinti concettualmente ma certo molto più in comunicazione materiale tra loro di quanto possa sembrare a prima vista. La lotta fra questi opposti non ha un andamento stabile. E infatti il libro è una storia, umana e intellettuale, individuale e collettiva, di vittorie e di sconfitte, di speranze, disillusioni e ancora di speranze; è cioè la storia vera di uno scontro tuttora impari. Ho provato a scriverla con il realismo di chi ha spesso vissuto dall'interno la forza dell'avversario ma anche con l'entusiasmo che è comunque giusto e necessario riservare ai propri ideali". |
| Paolo Spriano: STORIA DEL
PARTITO COMUNISTA ITALIANO. L'Unità, Roma 1990 (8 voll.) |
1. Da Bordiga a Gramsci -
Parte prima. L'Unità offre ai suoi lettori la Storia del Partito comunista italiano di Paolo Spriano pubblicata da Einaudi fra il 1967 e il 1975. Questa nuova edizione si articola in otto volumi. L'opera abbraccia le vicende del Pci dalla fondazione al 1945 e costituisce tuttora la piú solida ricostruzione su basi scientifiche di un travagliato periodo storico. La ricerca di Paolo Spriano continua a costituire non solo un modello per la ricostruzione delle complesse vicende del movimento comunista italiano in relazione con quello internazionale, ma anche il riferimento indispensabile per ogni ricerca futura. La riproponiamo oggi a un pubblico ancora piú vasto e in un momento decisivo per il futuro del Pci. 2. Da Bordiga a Gramsci. Parte seconda. Dall'avvento del fascismo alle ultime battaglie del movimento operaio prima della completa soppressione della libertà. Sulla base di una documentazione allora in gran parte inesplorata, Paolo Spriano ripercorre le tappe del drammatico travaglio del partito nell'Italia che precipita nel regime mussoliniano. I capitoli scandiscono momenti cruciali: lo scontro al IV congresso dell'Internazonale comunista e la mancata fusione con il Psi, il primo processo contro i dirigenti comunisti, le elezioni del '24, il delitto Matteotti e l'Aventino, fino alle tesi di Lione e al III congresso del Pci. Emergono i filoni fondamentali della ricerca: i caratteri della sinistra italiana; i rapporti complessi e spesso tesi tra il nuovo partito e la "Centrale" di Mosca; la crisi del gruppo dirigente che sfocia nella sconfitta di Bordiga e nella svolta voluta da Gramsci; gli scontri armati tra fascisti e militanti operai. 3. Gli anni della clandestinità - Parte prima. È il momento del passaggio dalla condizione di "semilegalità" in cui vive il Partito comunista italiano dopo l'avvento di Mussolini alpotere, alla fase della "profonda illegalità". Paolo Spriano in queste pagine affronta uno dei piú duri e travagliati decenni della vicenda non soltanto delcomunismo italiano ma di quello internazionale, fissando un rapporto costante tra l'indirizzo - del resto sempre piú centralizzato - del movimento e quello dei nuclei dirigenti, di militanti, di lavoratori comunisti che in Italia e nell'emigrazione conducono la lotta contro il fascismo. Il volume si apre con l'analisi della disputa che oppone Bordiga a Stalin, sul tema del rapporto tra Russia dei Soviet e rivoluzione mondiale, e prosegue seguendo la traccia dei rapporti tra altri protagonisti diretti: da Gransci a Togliatti, da Zinov'ev a Trockij, da Tasca ai comunisti tedeschi. 4. Gli anni della clandestinità - Parte seconda. Due grandi linee si intersecano quando nella sua "Storia" Paolo Spriano tratta gli anni della clandestinità: la battaglia tenace, sempre piú difficile, all'interno del paese contro il regime mussoliniano e il dibattito politico e ideale nelle file del partito e dell'Internazionale comunista. Sono tempi tra i piú duri e complessi. L'Europa vive la tragedia dell'avvento del nazismo. L'autore mette a fuoco l'ambito internazionale e punta, attraverso la storia di una "sezione nazionale", a cogliere la dinamica complessa del Komintern. Viene alla luce il travaglio che affronta il gruppo dirigente emigrato del Pci. E si susseguono i fatti: "la svolta" a sinistra nel 1928-29, i rapporti con la socialdemocrazia e la famosa definizione di "socialfascismo", i suoi riflessi nell'attività clandestina. Ancora passaggi difficili: la crisi che porta all'espulsione di Tasca e poi a quella dei "tre", e di Silone e di Bordiga, la posizione di Gramsci e Terracini in carcere, la "controsvolta" del VII congresso dell'Internazionale comunista nel 1935, con l'avvio della politica dei Fronti popolari. 5. I fronti popolari, Stalin, la guerra. È l'epoca dell'impresa abissina, della guerra civile in Spagna, di Monaco, dell'attacco nazista alla Polonia, dello scoppio della seconda guerra mondiale. Con una vastissima documentazione, in questo volume Paolo Spriano mostra il nesso tra il processo unitario dell'antifascismo italiano emigrato nella Francia del Fronte popolare e sui campi di battaglia di Guadalajara, di Brunete, dell'Ebro, e il sorgere in Italia di un "nuovo antifascismo" animato dai giovani. In un'Europa percorsa dal nazismo, emerge il tema di Stalin, dello stalinismo. Vengono analizzati novità e limiti del VII congresso dell'Internazionale comunista, i terribili processi di Mosca con l'eco suscitata tra i militanti, le repressioni nelle fila dei vari partiti. Nello stesso tempo, si individua nella crisi della direzione comunista italiana del 1937-39 il momento della massima contraddizione. In questo generale dramma, trovano rilievo i protagonisti: Stalin, Trockij, Togliatti, Rosselli, i combattenti garibaldini in Spagna. Muore Gramsci: il suo ultimo consiglio politico è la proposta dell'assemblea Costituente. 6. La fine del fascismo. Dalla riscossa operaia alla lotta armata. Il quadro generale in cui si inserisce la vicenda dei comunisti italiani è quello del gigantesco conflitto che oppone le potenze nazifasciste alla "Grande alleanza" tra Inghilterra, Stati Uniti d'America e Unione Sovietica. Paolo Spriano illustra il passaggio dal "disfattismo rivoluzionario", nel 1939-41, alla parola d'ordine dei fronti nazionali e verifica l'indicazione della "lotta armata" nelle sue prime faticose applicazioni. Viene in luce la guerra, momento cruciale per l'intero popolo italiano e per le sue minoranze rivoluzionarie. Uno stringente racconto della sfiducia crescente nel popolo verso il regime e del sorgere di gruppi spontanei giovanili, proletari, intellettuali che dànno le prime battaglie clandestine. E poi, nel marzo del 1943, l'esplosione della protesta degli operai di Torino e di Milano, fino al crollo del fascismo il 25 luglio 1943. Incombe la tragedia dell'armistizio, dello sfacelo dell'esercito, ma si pongono anche le basi politiche della guerra di liberazione mentre la classe operaia vive un'intensa maturazione di esperienza. 7. La Resistenza. Togliatti e il partito nuovo - Parte prima. "Verso la tragedia dell'8 settembre" è il titolo del capitolo con cui Paolo Spriano comincia a esplorare un periodo allora appena sfiorato dalla storiografia. È quello dei venti mesi che vanno dall'armistizio del 1943 al 25 aprile 1945. "La guerra di liberazione" - scrive l'autore nell'introduzione - segna il momento in cui i comunisti assumono finalmente rilievo di protagonisti nella storia d'Italia, incidono nella vita del paese in una misura imparagonabile alle epoche precedenti, sia che si trovino a operare alla luce del sole oppure che si battano alla macchia nella guida della lotta armata, dei grandi scioperi operai, nelle campagne e nelle città. Il salto di qualità della presenza del Pci di per sé fissa in modo nuovo il rapporto della "storia interna" con gli avvenimenti nazionali e internazionali. La 'questione comunista' si apre in Italia in questi venti mesi". Nel volume la trattazione giunge alle soglie dello sciopero generale del marzo 1944, dopo un'ampia analisi degli avvenimenti al Sud e al Nord con le spinte al riscatto che emergono in un Paese vinto. 8. La Resistenza. Togliatti e il partito nuovo - Parte seconda. Il grande affresco si completa. La "Storia" segue molti filoni: lo sviluppo della guerriglia e del movimento partigiano; l'intervento e la lotta della classe operaia; la condotta degli Alleati e la "politica italiana" dei Tre Grandi; l'intenso dibattito nel Pci, nella sinistra, nel Cln; la situazione nel Sud, nel contrasto tra spinte innovatrici e situazioni reazionarie; il "problema dell'insurrezione" nello scontro finale della guerra, fino all'epilogo del 25 aprile 1945. In questo quadro il Partito comunista si organizza e si sviluppa. È alla testa della "guerra guerreggiata" ai tedeschi e ai fascisti ed elabora nel corso della lotta una prospettiva, quella della "democrazia progressiva" per il Paese. La funzione di Togliatti assume un rilievo centrale, non soltanto nella progettazione del "partito nuovo", partito nazionale e di massa, ma nell'articolazione della tattiva e del movimento. La "svolta di Salerno" è tratteggiata nei suoi risvolti internazionali e nel suo significato di scelta storica. |
| Giuseppe Boffa: STORIA
DELL'UNIONE SOVIETICA. L'Unità, Roma 1990 (4 voll.) |
Quest'opera - uscita nel
1976 - è laprima storia organica dell'Unione Sovietica dalla
rivoluzione in poi scritta in Occidente. Ha rappresentato quindi una novità anche nel quadro della vasta produzione libraria dedicata all'Urss negli anni postbellici soprattutto da parte della storiografia anglo-americana. Nel 1979 ottenne in Italia il Premio Viaregggio per la saggistica. Contemporaneamente a questa edizione dell'Unità - che esce in quattro volumi - il libro di Giuseppe Boffa appare nelle librerie dell'Urss. È la prima volta che una storia dell'Unione Sovietica, scritta da un autore straniero, viene pubblicata in lingua russa a Mosca. |
| BERLINGUER.
Attualità e futuro. L'Unità, Roma 1989 |
"Siamo nella storia e con la storia; siamo una grande forza democratica di trasformazione e noi stessi vogliamo rinnovarci continuamente per non venire meno agli appuntamenti che la storia ci chiede". Enrico Berlinguer (da un'intervista, settembre 1980). |
| Michel
Winock: FRANCIA 1789. Cronaca della rivoluzione. L'Unità, Roma 1988 |
La Marseillaise Allons, enfants de la patrie / Le jour de la gloire est arrivé! / Contre nous de la tyrannie / L'étendard sanglant est levé! / Entendez-vous dans les campagnes / Mugir ces féroces soldats? / Ils viennent jusque dans nos bras / Egorger nos fils, nos compagnes. Aux armes, citoyens! / Formez vos bataillons! / Marchons! Marchons! / Qu'un sang impur / Abreuve nos sillons! |
| Gianni Minà: IL
RACCONTO DI FIDEL. Mondadori, Milano 1988 |
Per la prima volta Fidel
Castro narra la sua storia in 16 ore di intervista esclusiva. |
| Mario
Capanna: FORMIDABILI QUEGLI ANNI. Rizzoli, Milano 1988 |
Che
cosa rimane oggi del Sessantotto? dei
suoi princìpi, delle sue lotte, dei suoi giusti o ingiusti
ideali? La risposta sembra senza appello: la rivoluzione era dietro
l'angolo e... Ma tutto questo è vero, o si tratta di una versione dei fatti tagliata e cucita su misura per chi ha ancora paura del Sessantotto? A questo punto, per chiarire un po' le cose, la parola spetta a uno dei protagonisti di quel periodo: Mario Capanna, leader del Movimento Studentesco milanese, impegnato allora in prima persona in una delle grandi battaglie d'idee dell'Italia del dopoguerra. Capanna ci racconterà in queste pagine la sua versione su fatti, episodi, persone: dalle prime occupazioni delle università, alle lotte e allo sciogliersi dei Moviemto, alla sua recente attività di parlamentare, restituendoci il clima e l'atmosfera di quegli anni - per alcuni formidabili, per altri da dimenticare. Sono passati vent'anni dal Sessantotto: la parola a Mario Capanna. |
| Christian-Marc
Bosséno, Christophe Dhoyen, Michel Vovelle: IMMAGINI DELLA
LIBERTÀ. L'Italia in rivoluzione 1789-1799. Editori Riuniti, Roma 1988 |
Sbigottiti scenari di una
Francia insanguinata dalle rivolte e dal Terrore, entusiastici omaggi a
una libertà cosí fulminea da parere un sogno, irridenti
caricature alla caduta delle illusioni e di ideali: l'iconografia della
Grande Rivoluzione in Italia incide rapida i tre momenti essenziali di
un fine secolo memorabile. Le battaglie, le feste rivoluzionarie, gli alberi della libertà piú tardi cari al nostro Risorgimento, e poi l'amaro disincanto che segue il tradimento e il crollo delle repubbliche napoleoniche: da Milano a Roma, da Venezia a Napoli, ovunque fiorisce la febbre dell'illustrazione. Cosí breve e intenso è il periodo, cosí scarso il tempo per riflettere e commentare, cosí angusti risultano i margini d'una tradizione letteraria disabituata al dibattito politico che le immagini, immediate, sintetiche, intuitive, spesso anticipano giudizi altrimenti destinati a dipanarsi per un lungo ordine di anni. Disegni, pitture, incisioni, stampe qui raccolte dalla sapiente ricerca di Michel Vovelle e dei suoi allievi testimoniano un'arte rivoluzionaria a destinazione popolare, una sorta di pedagogia imparzialmente attenta agli aneliti progressisti come ai sussulti reazionari: "Attraverso i discorsi contrapposti della Rivoluzione e della Controrivoluzione - commenta Vovelle - si possono intravedere gli indizi di una mutazione culturale nella formazione di un'opinione pubblica che emerge dal passato per entrare nella modernità". |
| Mikhail Gorbaciov:
PERESTROJKA. Il nuovo pensiero per il nostro paese e per il mondo. Mondadori, Milano 1988 |
"Ho scritto questo libro con
il desiderio di rivolgermi direttamente ai popoli dell'URSS, degli
Stati Uniti e di ogni paese del mondo. Ho incontrato capi di stato e di governo e altri leaders di molti stati e rappresentanti dell'opinione pubblica: tuttavia lo scopo di questo libro è quello di parlare senza intermediari ai cittadini di tutto il mondo a proposito delle cose che riguardano tutti noi, senza eccezioni. Ho scritto questo libro perché ho fiducia nel loro buon senso. Sono convinto che loro, come me, si preoccupano del futuro del nostro pianeta. E questa è la cosa più importante. Dobbiamo incontrarci e discutere. Dobbiamo affrontare i problemi con uno spirito di cooperazione, non di animosità. Mi rendo conto che non tutti saranno d'accordo con me. E, per la verità, neppure io sono d'accordo con tutto ciò che altri hanno da dire sui vari problemi. E ciò rende ancora più importante il dialogo. Questo libro rappresenta il mio contributo. Perestrojka non è un trattato scientifico e neppure un'opera propagandistica, anche se i punti di vista, le conclusioni e le analisi che il lettore vi troverà sono basati naturalmente su valori e premesse teoriche ben definiti. È piuttosto una raccolta di pensieri e di riflessioni sulla perestrojka, i problemi che ci troviamo ad affrontare, la portata dei cambiamenti e la complessità, le responsabilità e la straordinaria unicità del nostro tempo. Ho evitato volutamente di raccogliere nel testo dati, cifre e dettagli. È un libro che parla dei nostri piani e del modo in cui intendiamo realizzarli; ed è, lo ripeto, un invito al dialogo. In buona parte è dedicato al nuovo pensiero politico, alla filosofia della nostra politica estera. E se contribuirà a rafforzare la fiducia tra le nazioni, riterrò che sia servito allo scopo." |
| Antonio
Gramsci: LETTERE DAL CARCERE. L'Unità, Roma 1988 (2 voll.) |
Già quando
uscì una prima edizione delle "Lettere", nel 1947, nella fresca
commozione per una testimonianza tanto eccezionale, si parlò di
un capolavoro, e insieme ci si interrogò su un personaggio
così singolare: un capo di partito, ma anche un intellettuale
che Benedetto Croce disse che "era dei nostri", e un uomo solo,
disperatamente solo nella sua prigionia, eppure spesso incredibilmente
sereno. Le lettere parlano da sole e parlano un linguaggio semplice,
accessibile a chiunque abbia mente e cuore, il giovane e l'anziano, chi
ha fatto appena la terza elementare e chi ha una laurea. Non si tratta
di un testo politico né filosofico, anche se dietro c'è
tanto entroterra culturale ed etico. In primo piano sta una tragedia
personale. (Dalla
prefazione di Paolo Spriano) Per quanto significativi possano apparire o anche essere (e non sempre lo sono) gli epistolari di autori celebri, non sono di solito da annoverare tra i loro libri più importanti. Per Gramsci è diverso: l'immagine che abbiamo di lui sarebbe molto più pallida e sfocata se non avessimo potuto leggere le sue "Lettere dal carcere". Perfino i "Quaderni", scritti nello stesso periodo e nelle medesime circostanze, sarebbero meno decifrabili senza la chiave di lettura fornita dalle "Lettere". L'inesorabile scorrere del tempo carcerario mostra una condizione dura, che lascia il segno, ed è nella lotta per sopravvivere al rullo compressore di quel carcere che Gramsci rivela fino in fondo il suo carattere. Così ogni lettera, al di fuori di un qualsiasi piano preordinato, si trasforma nella tessera di un mosaico che offre nell'insieme un inconsapevole e straordinario autoritratto intellettuale, morale e politico. (Dalla prefazione di Valentino Gerratana) |
| Anne Morelli: FASCISMO E
ANTIFASCISMO NELL'EMIGRAZIONE ITALIANA IN BELGIO (1922-1940). Bonacci, Roma 1987 |
Durante il ventennio
fascista il Belgio è uno dei più importanti centri di
esilio politico italiano. I fuoriusciti rifugiativisi sviluppano una
importante attività politica e hanno grande influenza
soprattutto le organizzazioni del P.C.I. sull'emigrazione di lavoro.
Tra i fuoriusciti vi sono il conte Sforza, Arturo Labriola, F.L.
Ferrari e numerosi uomini politici che avranno un ruolo determinante
nell'Italia del dopoguerra. Da parte loro le autorità fasciste
tentano di attivizzare l'emigrazione di lavoro con una serie di
vantaggi materiali. Gli scontri tra i due gruppi contrapposti non si
limitano agli scontri verbali o giornalistici: le violenze fisiche sono
frequenti. Durante gli anni '30 la guerra d'Etiopia e la guerra civile di Spagna irrigidiscono le posizioni dei due gruppi. Durante la seconda guerra mondiale, mentre i fascisti si avvicinano ai nazisti, gli antifascisti mettono la loro esperienza della clandestinità al servizio della Resistenza belga. |
| GRAMSCI. Le
sue
idee nel nostro tempo. L'Unità, Roma 1987 |
Antonio
Gramsci a cinquant'anni
dalla morte. Eventi, luoghi, idee, parole di un protagonista di questo secolo. "... dal '20 in poi ho in gran parte vissuto sotto l'incubo di ciò che sarebbe successo in Italia e della enorme quantità di forza che avrei dovuto avere per fare fino in fondo ciò che mi pareva giusto e necessario". "Ero un combattente che non ha avuto fortuna nella lotta immediata, e i combattenti non possono e non debbono essere compianti, quando essi hanno lottato non perché costretti, ma perché così essi stessi hanno voluto consapevolmente". "Ogni nostra azione si trasmette negli altri secondo il suo valore di bene e di male. Passa di padre in figlio, da una generazione all'altra, in un movimento perpetuo" |
| Albert
Nenarokov: STORIA
ILLUSTRATA DELLA GRANDE RIVOLUZIONE SOCIALISTA D'OTTOBRE. Il 1917 mese
per mese. Edizioni Progress, Mosca 1987 |
I prodromi della bufera Tempo di lotta aperta Dualismo del potere Verso la rivoluzione socialista Tutto il potere ai Soviet! Questo partito c'è! Fine del dualismo del potere Nell'ordine del giorno l'insurrezione armata La crisi è matura La rivoluzione socialista ha vinto La rivoluzione avanza nel paese Pace alle capanne, guerra ai palazzi! |
| V.I. Lenin:
CHE FARE? Editori Riuniti, Roma 1986 |
Il Che
fare? - il cui titolo è
ripreso da quello del noto romanzo di Cernysevskij, cosí caro a
Lenin - è uno degli scritti che accompagnano la formazione dei
Partito operaio socialdemocratico russo e costituisce l'atto di nascita
del bolscevismo. Scritto in esilio tra la fine del 1901 e l'inizio del
1902, fu pubblicato per la prima volta nel marzo di quell'anno a
Stoccarda. In esso Lenin affronta alcuni temi di fondo della sua
concezione della lotta politica: il rapporto tra direzione e
spontaneità, la questione dell'unità e della democrazia,
il rapporto tra situazione obiettiva e iniziativa rivoluzionaria, tra
la teoria e il partito, ecc. Testo concepito da Lenin come intervento
politico immediato nella "lotta appassionata, talvolta rabbiosa,
micidiale dei circoli esteri", il Che fare?, diventerà un'opera
indispensabile
e fondamentale, oggetto di culto o di anatema, per intere generazioni e
nei più diversi paesi del mondo. I suoi slogan ("Dateci un'organizzazione di rivoluzionari e rivolgeremo la Russia") hanno fatto storia. Resta però sempre valido l'ammonimento - spesso trascurato - formulato dallo stesso Lenin alcuni anni dopo la pubblicazione a non staccare questo scritto "dal contesto di una situazione storica determinata, di un periodo determinato, e oggi [1907] già da tempo trascorso, dello sviluppo del nostro partito". |
| Giancarlo Pajetta: IL
RAGAZZO ROSSO VA ALLA GUERRA. Mondadori, Milano 1986 |
Dopo gli anni del carcere,
in cui il Ragazzo rosso fu un numero, gli anni della Resistenza, in cui
fu il dottor Rossi, Nullo, Luca, Mare. Nel passaggio dai nomi di
battaglia al nome proprio, dalla gioventù che finisce alla
difficile maturità, dalla guerra ad altre forme di lotta, le
pagine più screziate di una grande autobiografia. |
| Giancarlo Pajetta: IL
RAGAZZO ROSSO. Mondadori, Milano 1983 |
Un ragazzo del Comintern a
Torino, a Parigi e a Mosca, in clandestinità e in carcere. I comunisti hanno a lungo taciuto le loro esperienze. Ora parlano, e ne hanno di cose da raccontare. Queste memorie di Gian Carlo Pajetta spiccano non soltanto per l'interesse delle cose narrate, ma più ancora per l'insolita ironia e per la schiettezza dell'esempio morale. |
| Joseph
Jacquemotte:
ÉCRITS ET DISCOURS 1883-1983. PCB - Fondation Jacquemotte - Societé populare d'éditions, Bruxelles 1983 |
Une grande figure du
mouvement ouvrier belge. Articles et interpellations parlementaires 1912-1936. |
| Herbert
Marcuse: L'UOMO A
UNA DIMENSIONE. L'ideologia della società industriale avanzata. Einaudi, Torino, 1983 |
È questo il più celebre libro di Herbert Marcuse, le cui tesi fortemente critiche della società industriale avanzata tanto interesse hanno suscitato e non mancano di suscitare. Studioso di Hegel e Marx, discepolo di Freud, Marcuse ha tracciato in queste pagine la sua battaglia contro l'asservimento dell'uomo in una società tutta strumentale e pragmatica, analizzando il livellamento e la subalternità dei comportamenti cui porta la struttura economica del capitalismo più evoluto, e la formazione delle corrispondenti strutture logiche, soggettive e sociali, che rispecchiano quel livellamento. Dopo la disamina di una società caratterizzata dalla "tolleranza repressiva", Marcuse ha così disegnato quello che doveva essere e che per vari anni è stato e per taluni aspetti continua ad essere il compito del pensiero filosofico legato ad una concreta azione sociale. |
| John Reed:
DIECI GIORNI
CHE SCONVOLSERO IL MONDO. Editori Riuniti, Roma 1983 |
"Dopo aver letto con enorme interesse e con attenzione mai venuta meno il libro di John Reed Dieci giorni che sconvolsero il mondo, raccomando di tutto cuore quest'opera agli operai di tutti i paesi. Vorrei che questo libro fosse diffuso a milioni di esemplari e tradotto in tutte le lingue, poiché esso fornisce una rappresentazione veritiera e straordinariamente viva di avvenimenti che sono così importanti per comprendere che cos'è la rivoluzione proletaria, che cos'è la dittatura del proletariato. Questi problemi sono attualmente largamente dibattuti, ma prima di accettare o respingere queste idee, è indispensabile capire tutta la portata della decisione da prendere. Il libro di John Reed contribuirà indubbiamente a chiarire questo che è il problema fondamentale del movimento operaio internazionale" (prefazione di Lenin scritta alla fine del 1919 e pubblicata per la prima volta nell'edizione del 1923). |
| Karl Marx,
Friedrich
Engels: MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA. Laterza, Bari 1983 |
Il Manifest der Kommunistischen
Partei fu scritto da Karl Marx
insieme a Friedrich Engels nel 1848 su incarico del II Congresso della
Lega dei comunisti e uscì a Londra anonimo pochi giorni prima
della Rivoluzione di febbraio. Marx inizia l'elaborazione di una nuova concezione della storia nel 1844, prima ne La sacra famiglia e poi ne L'ideologia tedesca e nei Manoscritti economici-filosofici, ma soltanto nel Manifesto, esponendo al pubblico le proprie idee, egli definisce i punti fondamentali del materialismo storico: la storia come storia dei rapporti di produzione e come storia di lotte di classi, la precisazione del rapporto fra sviluppo economico e politica e l'interpretazione di tutte le manifestazioni dello "spirito" come forme di coscienza sociale storicamente determinate. La traduzione integrale del Manifesto è di Emma Cantimori Mezzomonti, che ha curato anche la ampia introduzione, le essenziali note biografiche e bibliografiche e quelle indispensabili alla comprensione del testo. |
| V.I. Lenin:
STATO E
RIVOLUZIONE. Editori Riuniti, Roma 1981 |
Una
nuova edizione della principale opera
di Lenin sullo Stato, introdotta e commentata da Valentino Gerratana. La famosa opera di Lenin, fondamentale per chiunque si interessi allo scottante problema dei rapporti tra socialismo e "macchina statale", viene qui ripresentata con un originale saggio introduttivo che ne mette in luce le indicazioni essenziali, dopo le diverse interpretazioni, a volte di comodo, che ne sono state date nel corso della storia recente. |
| Herbert
Marcuse: SAGGIO SULLA LIBERAZIONE. Dall'"uomo a una dimensione"
all'utopia. Einaudi, Torino, 1980 |
Sviluppando le tesi contenute nei celebri Eros
e civiltà e L'uomo a
una dimensione, Herbert Marcuse
approfondisce in questo saggio le nuove possibilità di
liberazione dell'uomo. Per Marcuse, è giunto il momento di
rilanciare in tutta la sua forza eversiva e creatrice il concetto di
utopia, che esprime qualcosa il cui prodursi non è impossibile
nell'universo storico, ma soltanto impedito dagli interessi delle
società stabilite. Si tratta di sottrarre l'uomo all'apparato che, soddisfacendone i bisogni, ne perpetua la servitù: la libertà diverrebbe allora l'ambiente naturale di un organismo non più capace di adattarsi alle prestazioni competitive richieste dal benessere, né di tollerare l'aggressività, la bruttezza del modo di vita imposto dall'establishment. È possibile una simile ristrutturazione dell'uomo? Marcuse motiva in queste pagine la sua risposta affermativa, e vede nel maggio francese il primo consistente "rifiuto" della società attuale: la nuova sensibilità attestata dalle rivolte giovanili in tutto il mondo è divenuta un fatto politico, che consente di approfondire il discorso sulla costruzione e sullo sviluppo di una società nata dalla rottura storica col passato e col presente. |
| Simone Weil: LA
CONDIZIONE OPERAIA. Edizioni di Comunità, Milano 1980 |
Quando nel 1947 l'editore Gallimard iniziò la pubblicazione delle sue opere, Simone Weil era nota soltanto ad una ristrettissima cerchia di amici, ma fin dal primo libro ("La prima radice") l'attenzione della cultura militante più seria e avvertita si appuntò su questo nome ed oggi che le sue lettere, appunti, meditazioni, saggi, diari hanno visto quasi in |